lunedì 15 gennaio 2018

SouLfLy I/X (The New Testament) XI

Illustration Robbo Frat - Malak Air Filter July 4 2016

PREMESSA


Questo articolo lo faccio per la classica esposizione personale del mio essere e le sue sfaccettature, dedicandolo espressamente, e finalmente dopo quasi vent'anni, ad un gruppo musicale di cui son legato profondamente nell'animo, non solo per il genere portato avanti, ma per il concetto cui vuole esprimere. Ho estrapolato una traccia, quanti sono gli album realizzati dal progetto. Ci sono 11 parti e 9 video: 
Ogni traccia ha una suo carattere, ma tutte sono volte alla mescolanza di ritmi e stili diversi di musica, con un collettivo suonante variegato, voluto dallo stesso creatore; Max Cavalera!
Ogni traccia è un viaggio, un passaggio, una sorta di imbuto dove ci si butta e si fuoriesce, non so dove, comunicando semplice pace e amorevole bellezza....ascoltate e lo scoprirete, in fondo siamo tutti dotati di questo sentore.
Ogni pezzo scritto è ripreso dalle singole tracce, indi è sezionabile e applicabile ad ogni singola traccia, salvo l'ultimo, il nono, che include tutti e 10 i pezzi (scrollate fino in fondo e vedrete da che minuto partono le ultime due tracce, per così coronare l'ascolto totale)!
Ci sono solo 8 pezzi singoli mentre l'ultimo, come sopra citato ne espone tutti!
Ho messo 11 scritti per un semplice fatto, voglia di scrivere (😁), ma anche perchè l'11 è un numero magico che poco centra con la musica proposta, ma nel contempo si mescola bene nell'organico!
Che dirvi, buon ascolto e lettura....ma ricordatevi che i Soulfly sono un genere del tutto diverso da questo proposto e che tutto sommato non è per tutti....Ciao 😜

Scritto 14/01/2018 By <(እቫናቪ)> 


Volare nelle più desolate distanze, forze pronte a dissonare il proprio incedere degli avvenimenti,  consumandoli, con batter di ciglia quasi impercettibile, nell'assolo della propria solitudine, divenuta ormai metrica di confronto per affossare miti e sfarli in una singola apologia di creato, reato solo teorico, spingendosi al di là di ogni materiale cosa, rosa, nei venti per rincorrere la saggia e malcapitata sorte umana, di una cecità schiusa da sempre, non percepita, ma vissuta con la propria anima, senza brama alcuna e con complice e reale ossimoro di una primitiva coesistenza, volta alla semplice esistenza fuse nella terra stessa...
👼
Ritmi tribali che includono ancor più la veritiera sfaccettatura dalla comunicazione sociale, dimenticata nella propria memoria, per rifocillamenti verso quegli alambicchi della meccanica, una comunicazione globale di sorte, postuma, lasciata macerare nelle dissonanze perpetue che genera, astrale è il concetto, ma nulla prega per farla coesistere nella memoria troglodita di una società morta e finita, dolce come un film a lieto fine, in realtà tutto ciò è solo perdono ricercato che mai potrà unificare la materia e lo spirito in un unico e vero amore, per uno scherzetto fatto ad un amico che non potrà mai definirla tangibile...
👺
Scratch in un crick crock di puntine minuscole, scarnificando lo scafandro che ci hanno messo addosso, cielo nell'oceano liquido divampa ora, pieno di odio per chi lo sta manipolando, altalenando le fedi di ognuno nella direzione del fine ultimo, dei tempi, per il solito giochetto del tornaconto, personale come una fetida divisa da collegiale, gettate le maschere imposte per creare una nuova fede universale, i pianti e le trucide illusioni che vanno professando i padroni delle comunicazioni non vanificheranno gli sforzi di una società disuguale, maniacale, schizofrenica dove la reale forma della quotidiana e reale vita, non accetta la stessa morte delle dita...
💀
Relax ora, fermiamo il tempo un attimo e ragioniamo, da dove siamo, senza spostarci di un millimetro, scendiamo e astralmente ci alziamo nel primordio del respiro eterno, tutto che collima in un assolo di tranquilla e vorace conoscenza di quello di cui siamo, rimbalzandoci addosso come un pallone aerostatico che solca le maree dai limiti del terreno, nella permeabile sembianza di un nome coniato, non dall'eterno, ma dall'umano, non muovendoci più, siamo in catene per una cecità perpetua e forse nemmeno guaribile dove un fosso di coniati lamenti sarà un falso lieto fine dettato, ripetuto all'infinito, manoscritto dal culto...
💩
L'acqua serve per lavare via lo sporco accumulato dove i vermi e microbi auto generano altre specie di forme, un'evoluzione microbica in cui tutti ci imbattiamo, sfociando nell'incredulo acquisito, come gocce dalle guance, rispecchio di vulcani e geyser spumano, sbuffano per il moto terreno sotterraneo, comunicando che ogni tanto qualcosa deve essere gettato, quest'ultimo eccesso verrà accumulato e poi rimodellato, assortito, equipaggiato di tutto punto per un nuovo stato non alterato di crescenza devoluto, come nella involuzione, in linea con tutto quello che sta dietro la macchina di regia del fottuto grande occhio umano in conclusone...
💋
Serpi dolci mi accarezzano il corpo come sibillini sussurri d'amore, il sonaglio della taranta come monito e sussulto di chi ha capito il trucco del creato, niente di maniacale e nemmeno di sublimale, ma al concetto dell'ora qui e subito, dunque il ritmo echeggia incontrastato nelle maree delle mascelle di chi di cibo ne ha trangugiato troppo, per poi dirgli che è ora di far fatti e non di ponderare un'ulteriore concetto teorico, ancora il ritmo si accelera e diminuisce di soppiatto, silenzio, indugiando sul non più compianto moto, ma solamente alimentando il sano concetto di quello che è stato vissuto, non potrà mai essere sputtanato su di un foglio patinato...
💫
Da Agartha, alla massa impura chiamata sulla superficie della terra, quella razza il cui nome è umanità esterna, nulla potrà far capire a quest'ultima che ci sia un'altra terra, un'altra ancora, verso l'infinito, in venire e divenire di cui tutti ne fanno parte tecnicamente assoluta, ancora lunga è la loro strada predetta, dalle sacre culture sincretiche si intensifica, forse di un granulo di lucidità in fondo l'umanità ne è colta, basta piantarla per coglierne il frutto del rispetto ad ogni ancora di sta terra, fredda e calda in una notte di inverno sotto la coperta, sussurrando ancora alle linfe di nivrèe fosse sotterranee un pensiero di acquisizione precetta...
💣
Attoniti rombi in quei cunicoli di malleabile forma, ovattando il proprio proseguire sotto sorde onde di magnifica sembianza, col terreno divino sorseggia ancora aria attraverso i canali della Shamballah, massiccia è ogni forza acquisita, frequenze e onde che per i comuni mortali fan paura, impossibilitati nel capirla, figuriamoci nell'usarla, tutti sanno, ma sono solo animose finte virtù create a sembianza della meccanica fisica informatica, robotica, per averne l'atto conclusivo e di veemenza forza portata, a compimento la struttura predatoria dell'evoluzione transumanista, data da questa finanza speculativa agognata, da pochi creata, ma da tanti in succubanza usata...
💥
Balligerante sognante essere che in noi ti racchiudi, felice di quel che vivi, nell'infelicità della contraria ed egocentrica vita odierna umana, il calcolo della formica che sfugge dal formicaio per desolante discernimento alla regina, non in linea come un fessa figura venduta in un negozio di passate memorie, sotto una grossolana polvere di ragnatela, soffiando via la memoria in un lasso tremendamente istantaneo, la vedo vagante nell'ovattato rimbombo del creato generato, non religioso e nemmeno sincretico, nemmeno fedele alla linea di un socialismo bieco e cosacco, passando sul proprio osso di collo, spumandone l'effetto baricentrico...
💪
Onde di maree sempre in rialzo e ritiro, sul placido deserto accanto, un pinguino mi soffia sul collo, volando, con un becco al più giallo, due occhi neri intensi come la pece mi guardano, altri esterni invece stanno per asserirmi sul promontorio, pronti a gettarmi nell'oceano del grande mostro, salto come un canguro per scansarli vedendoci settuplo, proseguo, ibernato ora, per essermi spinto troppo in alto, in basso vedo altra vita, muovendosi incessantemente come fiumi di impetuosa porpora, fumi di andate giornate passive in grige città, confluiscono tutte nella sagace e premonizione faccia della vita errante, plasmata ora in me, come un dio zelante in questa sognante realtà...
💃
Ritorno alla primitiva forma, sfuggendo da tutto e tutti sono dentro una maestosa foresta incontaminata, tantissime le forme in natura, nessuna è troppo pericolosa, mi taglio la gotta e celebro il rito dell'animosa forza, mischiando il verbo biologico universale con le radici prensili delle liane, delle piante, dal non verbo sento arrivare risonanze, piacevoli come stare a succhiare le mammelle alla propria madre, terra di sembianze bioetiche che riassumono il concetto del creatore in tutte le sue sfaccettature, un lamento solenne che permane nella mente, sempre, quel fischio non esce, continuando ad intercedere col vero creatore...

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DAL MINUTO 47:04 LE ULTIME DUE TRACCE IX-X



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